Pianificazione Provinciale

La legislazione nazionale e regionale (DLGS 267/2000 e L.R. 20/2000) affida alle Province il compito di predisporre il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale con la finalità di:

  • recepire gli interventi definiti a livello nazionale e regionale, relativamente al sistema infrastrutturale primario e alle opere rilevanti per estensione e natura.
  • individuare, anche in attuazione degli obiettivi della pianificazione regionale, ipotesi di sviluppo dell’area provinciale, prospettando le conseguenti linee di assetto e di utilizzazione del territorio;
  • definire i criteri per la localizzazione e il dimensionamento di strutture e servizi di interesse provinciale e sovracomunale;
  • definire le caratteristiche di vulnerabilità, criticità e potenzialità delle singole parti e dei sistemi naturali ed antropici del territorio e le conseguenti tutele paesaggistico-ambientali;
  • definire i bilanci delle risorse territoriali e ambientali, i criteri e le soglie del loro uso, stabilendo le condizioni e i limiti di sostenibilità territoriale e ambientale delle previsioni urbanistiche comunali che comportano rilevanti effetti che esulano dai confini amministrativi di ciascun ente.

 

La Provincia di Parma con delibera del Consiglio Provinciale n. 71 del 7 luglio 2003, ha approvato il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, primo piano provinciale della nostra regione adeguato alla legislazione urbanistica regionale (LR 20/2000) e nel corso degli anni ha prodotto una serie di varianti (alcune in itinere) che hanno provveduto ad aggiornare/adeguare il piano a sopravvenute leggi di settore in quanto il PTCP rappresenta il principale strumento a disposizione della comunità provinciale per il governo del territorio, finalizzato a delineare obiettivi ed elementi fondamentali dell’assetto del territorio provinciale, in coerenza con gli indirizzi per lo sviluppo socio-economico e con riguardo alle prevalenti vocazioni, alle sue caratteristiche geologiche, geomorfologiche, sismiche, idrogeologiche, paesaggistiche e ambientali. Tale identità impone che il PTCP sia caratterizzato da un costante processo di aggiornamento e adeguamento, volto essenzialmente a consolidarlo quale strumento di coordinamento territoriale ed orientamento strategico, maggiormente flessibile ed efficiente, sia nei confronti dei piani provinciali di settore con valenza territoriale, che nell’ambito della pianificazione d’area vasta. 

Le varianti apportate al PTCP (alcune già approvate altre ancora in itinere) sono le seguenti:

1)   la variante di adeguamento al PAI approvata nel 2007, dove è stato adeguato il P.T.C.P. al Piano per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.), anche per consentire al P.T.C.P. di assumere il valore e gli effetti del P.A.I. (Carta del dissesto e fasce idrauliche) mediante il conseguimento dell’Intesa con l’Autorità di Bacino del Fiume Po, ai sensi dell’art. 27 della L.R. 20/2000. L’intesa non è stata ancora formalmente approvata dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino.

La stessa variante conteneva anche alcune modifiche al piano vigente, relative:

  • alla viabilità regionale (varianti al PRIT per conferire valenza regionale al prolungamento, proposto dal P.T.C.P., degli assi  viari Cispadano e Pedemontano, previa predisposizione di appositi studi di traffico);
  • alle aree a rischio di incidente rilevante (aggiornamento ed integrazione del Quadro Conoscitivo e delle disposizioni normative);
  • al recepimento dei risultati della ricerca condotta dall’Università di Parma sugli edifici di valore storico-testimoniale in ambito rurale (indirizzi ai Comuni per il loro recupero);
  • all’aggiornamento ed integrazione delle norme di attuazione, conseguenti alla prima fase di gestione del Piano, unitamente all’aggiornamento di alcuni elaborati cartografici fra cui la Carta Forestale;

 

2)   la variante di approfondimento del PTCP in materia di Tutela delle Acque approvata nel 2008, a seguito del D.Lgs. 152/06 ed in adeguamento del Piano Regionale di Tutela delle Acque, finalizzata al mantenimento e al raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale per i corpi idrici significativi superficiali e sotterranei e degli obiettivi di qualità per specifica destinazione, nonché della tutela qualitativa e quantitativa del sistema idrico;

3)   la variante di adeguamento al nuovo codice dei beni culturali e del paesaggio (conferenza di pianificazione sul documento preliminare chiusa nel dicembre 2009). 

I temi prioritari oggetto della Variante riguardano: l’individuazione e regolamentazione di alcune categorie di beni paesaggistici in forma condivisa con la Soprintendenza competente; l’individuazione, delimitazione, regolamentazione e la assegnazione di obiettivi di qualità a specifici “ambiti paesaggistici” del territorio.

      Nota: nel 2011 l'iter della variante è stato sospeso a causa della mancata sottoscrizione dell’intesa fra Regione e Ministero dei Beni Culturali per l’adeguamento del Piano Territoriale Paesistico Regionale (di cui il PTCP costituisce specificazione ed approfondimento).

4)   la variante di adeguamento alla normativa sismica regionale (L.R. n.19/2008 “Norme per la Riduzione dei Rischio Sismico) approvata dal Consiglio Provinciale con delibera n.23 del 17.04.2013. Nell’ambito dell’adeguamento, la Provincia ha predisposto una cartografia di analisi degli scenari di pericolosità sismica a scala provinciale (“Carta Provinciale delle Aree Suscettibili di Effetti Locali”) dove vengono cartografate alla scala territoriale provinciale (1:25.000) le zone caratterizzate da differenti scenari di pericolosità sismica locale con indicazione degli effetti attesi al suolo. Unitamente alla cartografia sono stati definiti indirizzi da attuarsi nella pianificazione comunale previo approfondimento e verifica ad opera dei Comuni in accordo con gli indirizzi regionali.

Nell’ambito della variante di adeguamento alla normativa sismica regionale si é anche avviata l’elaborazione, di carattere sperimentale, del nuovo PSC del Comune di Berceto, ai sensi dell’art. 21 della LR 20/2000 (variante al PTCP con valore ed effetti di PSC). La Provincia di Parma intende infatti agevolare il processo di adeguamento degli strumenti urbanistici comunali alla legge urbanistica regionale attraverso iniziative concrete di sostegno tecnico ai Comuni;

5)   la variante per la localizzazione e la regolamentazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (LR 26/2004). La variante, elaborata dal Servizio Ambiente, andrà in particolare a regolamentare la localizzazione sul territorio degli impianti: eolici, biomasse, fotovoltaici, idroelettrici e geotermici.

            Nota: l'iter della variante in questione è stato sospesa per l'entrata in vigore degli atti di indirizzo regionali sulle fonti di energia alternativa.

6)   la variante relativa al piano d’area per il coordinamento delle politiche urbanistiche del distretto del prosciutto di Parma, approvata dal Consiglio Provinciale con delibera n. 31 del 30.04.2013. Con il piano d’area ci si propone di coordinare ed omogeneizzare le prescrizioni normative in materia di urbanistica dei Comuni dell’area del distretto nonché di individuare due aree produttive sovracomunali ecologicamente attrezzate (APEA) destinate alla filiera agro-alimentare, con prevalenza delle attività di lavorazione delle carni suine, dove sperimentare forme di perequazione territoriale.

7)   la variante di adeguamento alla normativa regionale L.R. 6/2009 "Governo e riqualificazione solidale del territorio"La variante tratta i seguenti temi:

  • la definizione della quota di edilizia residenziale sociale con riguardo ai singoli Comuni della Provincia;
  • la definizione per tutto il territorio provinciale delle condizioni e dei limiti al consumo di territorio non urbanizzato;
  • la definizione dei requisiti di sostenibilità territoriale e ambientale delle previsioni urbanistiche comunali che comportano rilevanti effetti che esulano dai confini amministrativi di ciascun ente.

8)  la variante della Rete Ecologica della Pianura Parmense.

La variante in oggetto, adottata con  Del. CP n. 66 del 29.10.2013, ha la principale finalità di garantire il mantenimento di un buono stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse conservazionistico presenti nella pianura parmense e di garantire il mantenimento e miglioramento delle condizioni generali di connettività degli elementi della rete ecologica.

Gli obiettivi generali della variante possono essere così sintetizzati: garantire la continuità ecologica degli habitat, conservare la biodiversità, evitando la frammentazione degli ambienti naturali, realizzare le infrastrutture ecologiche necessarie per il completamento della rete ecologica (nodi, corridoi e stepping stones), salvaguardare e ripristinare il paesaggio nel suo insieme (anche attraverso misure di compensazione ecologica) per conservarne le singole parti (habitat).

9)  la variante di aggiornamento della Carta del Dissesto

La proposta di variante specifica di aggiornamento della Carta del Dissesto del P.T.C.P. della Provincia di Parma, elaborata ai sensi dell’art.27bis della L.R. 20/2000 e s.m.i., approvata con  Decreto Presidenziale n. 89 del 08.04.2015, ha la principale finalità di:

  • aggiornare i contenuti della Carta del Dissesto del P.T.C.P. Tav. C2 approvata con Del. C.P. n. 134 del 21.12.2007, e del relativo Quadro Conoscitivo attraverso il recepimento dei perimetri dei fenomeni di dissesto attivi rilevati e perimetrati dal Servizio PIanificazione Territoriale a seguito degli intensi eventi meteorici che hanno interessato il territorio collinare e montano della provincia nel periodo marzo-aprile 2013 e dicembre-marzo 2014;
  • recepire nel Piano Provinciale, avente valore ed effetti del PAI ai sensi dell'art. 57 del D. Lgs.31 marzo 1998, n. 112, delle disposizioni regionali derivanti dalla trasformazione del “vincolo di trasferimento” in “vincolo di consolidamento” con perimetrazione ai sensi della L.R. n.7/2004 art.25 per i centri abitati di Metti (Comune di Bore), San Vittore (Comune di Salsomaggiore) e Cassio (Comune di Terenzo).

 

Oltre al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, che rappresenta lo strumento di carattere generale per la definizione dell'assetto del territorio provinciale, le normative nazionali e regionali prevedono inoltre specifici piani di livello provinciale che affrontano tematiche settoriali.
Tali piani approfondiscono la conoscenza del settore o di un particolare ambito territoriale e regolano, nel rispetto delle normative vigenti, le attività o le aree interessate e consentono di approfondire la conoscenza del territorio e della realtà provinciale arricchendo il PTCP. I piani di settore di livello provinciale sono: