Il Consiglio provinciale e l'Unità d'Italia

 

9 giugno 1859. Dal Municipio di Parma viene annunciata la nomina di una Commissione che doveva reggere il paese fino a che vi provvedesse il governo di Vittorio Emanuele II (v. allegato 1.)

10 giugno 1859. La medesima Commissione determina l’utilizzo della bandiera tricolore con la croce dei Savoia e la coccarda per la forza pubblica (v. allegato 2).

17 giugno 1859. La Commissione di Governo proclama l’assunzione delle redini dello Stato da parte di un Governatore in nome di Sua Maestà Vittorio Emanuele II (v. allegato 3).

14 novembre 1859. Viene promulgato nelle province dell’Emilia lo Statuto sardo (Statuto Albertino) del 4 marzo 1848.

27 dicembre 1859. Il Dittatore delle province Modenesi e Parmensi, Carlo Farini, con proprio decreto stabilisce la suddivisione del “regio territorio dell’Emilia” in Province, Circondari, Mandamenti e Comuni, precisando che i Consigli Provinciali nella sessione di primavera del 1860 potrebbero proporre al Governo quelle modifiche ritenute necessarie per raggiungere il fine della legge. (v.allegato 4).

20 gennaio 1860. La legge elettorale sarda del 20 novembre 1859 n. 3778 viene pubblicata nelle province dell’Emilia. Il numero dei deputati da eleggersi prevede per la Provincia di Parma 8 onorevoli provenienti dai collegi elettorali di Parma (2: Parma meridionale e Parma settentrionale con i comuni di Colorno e Calestano), Corniglio (con Fornovo e Langhirano), San Donato (con Traversetolo), Borgo San Donnino (con Busseto e Pellegrino), San Secondo (con Zibello e Soragna), San Pancrazio (con Noceto e Fontanellato), Borgotaro (con Bedonia e Berceto).

Nelle elezioni risultano eletti il 25 e 29 marzo 1860 Girolamo Cantelli e il6 – 10 maggio Marcello Costamezzana per i Collegi di Parma; Giuseppe Garibaldi per il Collegio di Corniglio (25-29 marzo – 01-05 luglio), Massari Giuseppe per Borgo San Donnino (6-10 maggio), Giovanni Minghelli-Viani (25-29 marzo) per San Secondo; Giuseppe Piroli (25-29 marzo) per San Donato; Jacopo Sanvitale (25-29 marzo) per San Pancrazio; Pietro Torrigiani (25-29 marzo – 1-5 luglio) per Borgotaro.

21 marzo 1860. Il Consiglio Provinciale di Parma inaugura i suoi lavori. A presiederlo è chiamato il Conte Girolamo Cantelli (v. allegato 5).

28 marzo 1860. Il Consiglio elegge a suffragio segreto la Deputazione Provinciale che risulta così composta:

  • membri effettivi;
    • Dott. Marcello Costamezzana
    • Dott. Edmondo Barbieri
    • Ing. Gioacchino Ferrari
  • membri supplenti:
    • Tommaso Cucchi,
    • Avv. Achille D’Allay-Marinelli
    • Ercole Rossi,

Già in quella sede, seppure con parole diverse da quelle che oggi verrebbero pronunciate, era chiaro il concetto di Provincia, non solo e non tanto quale territorio geografico, ma anche e soprattutto comeistituzione in grado di coordinare i comuni e provvedere alle necessità generali della popolazione del territorio (v. allegato 4).

12 aprile 1860. Cavour presenta alla Camera il progetto di legge per l’annessione allo Stato Italiano di Emilia e Toscana.

13 aprile 1860. Con relazione di Saracco alla Camera viene discussa e approvata l’annessione dell’Emilia con voti favorevoli 214, contrari 0, astenuti 1. Nello stesso giorno Cavour illustra al Senato il medesimo progetto di legge, che viene accolto con 62 voti favorevoli e 10 contrari.

15 aprile 1860. Viene promulgata la legge.

1865. L’Ente Provincia continua la sua trasformazione, con il nuovo testo unico della legge comunale e provinciale e con l’istituzione obbligatoria di un Ufficio Tecnico Provinciale.

1888. Viene operato il distacco tra Prefettura e Provincia e la conseguente elezione da parte del Consiglio del presidente della Deputazione provinciale.

1913 e 1915. Altre disposizioni legislative.

Dal 1923 al 1943. Anni che segnano una forte regressione:  nessuna elezione viene effettuata, in base alla legge 14/195: la Provincia è  retta da Commissari e da Commissioni straordinarie.

1928. Viene abolito il sistema elettivo e la Provincia venne guidata da un preside e da un vice preside nominati dal Governo e da un rettorato di nomina ministeriale.

Con D.L. 4 aprile 1944 n. 11, contenente norme per la provvisoria amministrazione delle province, viene ripristinata la Deputazione provinciale di nomina prefettizia.

Con la legge 8 marzo 1951 viene ripristinato il Consiglio Provinciale elettivo, mentre l’organo esecutivo viene denominato Giunta provinciale.

Per effetto della legge 18 maggio 1951 sono riconfermate le attribuzioni ed il funzionamento degli organi della Provincia, discendenti dalle norme del T.U. 148 e dalle modifiche del R.D. 2839/1923, in quanto applicabili.

2 luglio 1951. In seduta pubblica ed in sessione straordinaria si riunisce il nuovo Consiglio eletto democraticamente. Erano trascorsi oltre 28 anni dall’ultimo presidente eletto a suffragio universale.

 

Fonte: Lucia Pelagatti - già resp.Archivio Provincia di Parma


Fonti bibliografiche:

• Archivio Storico della Provincia di Parma
• Raccolta delle leggi 1859
• Atti del Parlamento Subalpino 1860.