Distretto Agro-Alimentare del Prosciutto di Parma

Il Piano d’area per il coordinamento delle politiche urbanistiche

 

Il Consiglio provinciale nella seduta del 30 aprile 2013 ha approvato, con Del C.P. n° 31/2013, la Variante parziale al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale relativa al “Piano d’Area del Distretto Agro-Alimentare del Prosciutto di Parma” al termine di un iter che ha coinvolto tutto gli attori del territorio (in primis Comuni e Associazioni di categoria) nelle numerose sedute della Conferenza di Pianificazione prevista dalla LR 20/2000 nonché negli incontri del Gruppo di lavoro appositamente costituito nell’ambito dell’accordo del Distretto sottoscritto nell’agosto 2008.

Il Piano d’area è finalizzato a definire una prospettiva  strategica per il territorio del Distretto capace di attivare una riflessione sui temi del governo e dello sviluppo locale ma anche di delineare una progettualità operativa riferita soprattutto al tema del coordinamento urbanistico tra i Comuni interessati, alla migliore definizione delle aree produttive di interesse sovracomunale ed all’attivazione di forme di perequazione territoriale.

Per giungere alla definizione del Piano d’area si è proceduto allo Studio d’area ovvero all’approfondimento del Quadro Conoscitivo del Distretto agro-alimentare in modo da far emergere le peculiarità del sistema produttivo locale, i fattori critici in tema di qualificazione ambientale, le esigenze in materia di accessibilità, le opportunità insediativo-urbanistiche e le necessità di omogeneizzazione delle normative urbanistico-edilizie.

Sulla base delle analisi svolte, anche tramite un indagine diretta presso le imprese del comparto, sono state delineate le politiche di governo del territorio volte a coordinare l’azione dei singoli Comuni, a precisare la localizzazione dei nuovi ambiti specializzati per attività produttive di livello sovracomunale e delineare le politiche relative alle attività produttive per il settore agro-alimentare finalizzate a:

  • qualificare il tessuto produttivo esistente sia per  gli aspetti impiantistico-edilizi che per quelli ecologico-ambientale con l’obiettivo della certificazione EMAS;
  • contenere e ridurre, in prospettiva, il consumo di suolo derivante dagli insediamenti produttivi nel territorio del distretto;
  • polarizzare le nuove esigenze in ambiti produttivi di rilievo sovracomunale;
  • attivare processi di perequazione territoriale connessi all’attuazione dei nuovi  ambiti di rilievo sovracomunale.

 

Tali obiettivi sono principalmente perseguiti nella Variante approvata attraverso la definizione di nuovi indirizzi urbanistici tesi ad un maggior coordinamento ed una maggior omogeneità delle norme in vigore nei diversi Comuni.

In particolare si è proceduto all’integrazione degli articoli 45 (Piani, programmi d’area ed accordi territoriali) e 36 (Ambiti specializzati per attività produttive) delle norme del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.

Le novità introdotte in tali articoli riguardano alcune disposizioni per i Comuni del Distretto che dovranno attivare fra loro forme di concertazione delle politiche urbanistiche relative all’insediamento di nuovi salumifici (anche tramite la creazione delle nuove APEA) nonché concordare nuovi interventi di qualificazione e valorizzazione ambientale con particolare riferimento ad opere pubbliche destinate a potenziare la rete degli acquedotti, degli impianti depurativi e fognari (nell’ambito del successivo accordo territoriale e del fondo perequativo).

Con la variante al PTCP si individuano, nell’ambito del Distretto, due Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA) – Filagni e Pilastro - finalizzate alla riorganizzazione degli insediamenti agro-alimentari e definite cartograficamente attraverso apposite schede .

La scelta di individuare due nuove aree sovracomunali deriva dalla necessità di qualificare il sistema produttivo esistente ma soprattutto i nuovi insediamenti sia per gli aspetti impiantistico-edilizi che per quelli ecologico-ambientali. La scelta di polarizzare le nuove esigenze in ambiti produttivi di rilievo sovra comunale inoltre è finalizzata anche ad una esigenza di riduzione del consumo di suolo ed a una necessità manifestata dai produttori di insediare nell’area del Distretto servizi avanzati nell’ambito dei settori della logistica (soprattutto a Pilastro), smaltimento rifiuti, impianti per la produzione di energia  rinnovabile (gas metano e fotovoltaico);ecc.

 Le aree oggetto della variante di PTCP sono situate rispettivamente nel Comune di Collecchio (Filagni) e nei Comuni di Felino e Langhirano (Pilastro).

L’area di Filagni si trova a sud-est del nucleo urbano principale, in un comparto compreso tra la strada provinciale di Sala Baganza e la strada provinciale 15 di Calestano e prevede una superficie pari a 411.560 mq (dei quali 218.560 mq relativi ad ambiti già urbanizzati) destinata esclusivamente all’insediamento di imprese agroalimentari industriali, piattaforme energetiche da fonti rinnovabili e servizi complementari.

L’area di Pilastro, invece, è suddivisa in due ambiti posti nella parte sud della Provincia di Parma: il sub-ambito 1 è situato nel Comune di Langhirano, a ridosso della strada provinciale Massese e della nuova circonvallazione di Pilastro mentre il sub-ambito 2, situato nel Comune di Felino, si trova sul lato ovest della strada Massese nella tratta immediatamente seguente al precedente in direzione Parma.

Complessivamente la superficie territoriale dell’area è pari a 355.525 mq (dei quali 135.280 mq relativi al sub-ambito 1 e 220.245 relativi al sub-ambito 2) destinata esclusivamente all’insediamento di impianti agroalimentari industriali, piattaforme energetiche da fonti rinnovabili, servizi complementari e di un centro logistico di Distribuzione Urbana di consegna e ricezione di merci a supporto delle attività produttive del territorio.

La Variante, al fine di favorire la razionalizzazione delle previsioni urbanistiche dei piani comunali, ha introdotto, inoltre, una disposizione che non consente ai Comuni del Distretto di inserire nei propri piani, sia nei nuovi strumenti generali (PSC) sia attraverso variante a quelli esistenti, nuovi ambiti produttivi finalizzati alla realizzazione di nuovi stabilimenti, di lavorazione e conservazione di carni suine (salumifici e prosciuttifici).

A tal proposito è stata prevista una eccezione per i Comuni montani che, considerata la loro particolare situazione socio economica, potranno invece prevedere nuovi stabilimenti con superficie utile non superiore a mq 7.000.

Accogliendo le richieste dei produttori e di numerosi Comuni, le prescrizioni della Variante non hanno, invece, modificato in alcun modo le previsioni urbanistiche vigenti e non hanno limitato le possibilità di ampliamento degli stabilimenti esistenti.

La Variante approvata prevede, infine, la predisposizione di uno Schema di accordo territoriale contenente la proposta dell’istituzione di un fondo di perequazione quale strumento di governo del Distretto da sottoscrivere successivamente all’approvazione della variante nella fase attuativa.

Di seguito si riportano gli elaborati della variante in oggetto.

Quadro Conoscitivo

 

Progetto


VARIANTE DI AGGIORNAMENTO 2015
 
Nel marzo 2015 si è svolto un incontro con i rappresentanti dei Comuni del distretto agroalimentare per affrontare alcune tematiche di ordine generale che hanno indotto a rivedere complessivamente i contenuti del PTCP relativi al distretto del prosciutto di Parma.
 
A tal fine il Servizio Pianificazione Territoriale ha predisposto un documento “Obiettivi per la revisione del Piano d’Area del Distretto Agro-Alimentare del Prosciutto di Parma” che è stato posto all’attenzione dei Comuni, delle associazioni di categoria e dei sindacati.
 
Di seguito si enucleano i principali obiettivi posti alla base della revisione:
  • confermare la validità del distretto del prosciutto quale indispensabile strumento di riconoscimento di un prodotto di qualità da proiettare nel mercato globale;
  • conferma della necessità delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate sovra comunali quale strumento prioritario di gestione unitaria delle nuove aree produttive dotate delle necessarie infrastrutture e servizi e dei sistemi indispensabili a garantire la tutela della salute, della sicurezza e dell’ambiente;
  • rimodulazione delle APEA individuate nel PTCP;
  • rimuovere le disposizioni normative dell’art. 36 del PTCP che inibiscono la realizzazione di nuovi stabilimenti per la lavorazione delle carni suine;
  • classificazione delle APEA sovra comunali solo in PTCP per evitare ai proprietari delle aree interessate il pagamento delle imposte comunali sugli immobili; i comuni recepiranno le APEA nei propri strumenti urbanistici, attraverso le procedure semplificate previste dalla legge regionale 20/2000.

 

I contenuti della presente variante sono soprattutto rivolti ad eliminare i limiti alla realizzazione di nuovi stabilimenti per la lavorazione delle carni suine relativamente ai Comuni compresi nel Distretto Agroalimentare ed a rimuovere la “perequazione territoriale”; di conseguenza viene cassato lo “Schema di accordo territoriale generale” riportato in allegato.

In data 01.08.2016 è stato approvato il Documento Preliminare della variante con Decreto Presidenziale n° 155/2016.