Valore aggiunto

Le informazioni riguardanti il valore aggiunto ai prezzi base dal 1995 derivano dalla banca dati dell'Istat, la quale rende disponibili le stime provinciali relative al valore aggiunto ai prezzi di base espresso in valori correnti. La serie storica è appunto disponibile dal 1995 ed è disaggregata per le principali branche delle attività economiche

Il 3 ottobre 2014 l’Istat ha rilasciato le nuove serie annuali dei conti nazionali basate sul nuovo Sistema Europeo del Conti (SEC 2010). Allo stesso tempo, come in altri paesi europei, le serie storiche dei conti nazionali sono state oggetto di una revisione straordinaria, la quale ha beneficiato di miglioramenti nei metodi e nelle fonti (ad esempio, le nuove stime della bilancia dei pagamenti elaborate dalla Banca d’Italia sulla base del nuovo manuale (BPM6)). Per questo motivo, a partire dall'anno 2011, i dati provinciali che mettiamo a disposizione vengono presi direttamente da sistema I.Stat.

Il valore aggiunto è l’aggregato che consente di apprezzare la crescita del sistema economico in termini di nuovi beni e servizi messi a disposizione della comunità per gli impieghi finali; esprime, quindi, il potenziale produttivo di un’area.

Generalmente è considerato una delle più importanti misure della produttività di un Paese ed è uno dei principali indicatori utilizzati nei modelli di crescita economica.

Il valore aggiunto è la differenza fra il valore della produzione di beni e servizi conseguita dalle singole branche produttive e quello dei costi intermedi. 
Corrisponde, inoltre, alla somma delle remunerazioni dei fattori produttivi. 
È espresso ai prezzi base quando dal valore della produzione si escludono le imposte sui prodotti e le spese di trasporto fatturate separatamente dal produttore e si includono i contributi sui prodotti.

Mettiamo anche a disposizione la serie storica (riguardante le province dell'Emilia-Romagna) del Valore aggiunto, in Lire, dal 1861. In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, infatti, l’Istituto Tagliacarne ha realizzato per conto di Unioncamere una ricostruzione del cammino compiuto dall’economia italiana e
delle sue province dall’epoca dell’unificazione fino ai nostri giorni.

Le elaborazioni riguardano due grandezze: la consistenza numerica delle persone occupate e il valore aggiunto prodotto nei tre principali settori di attività economica.

I calcoli riguardano i singoli anni (e soltanto quelli) nei quali sono stati eseguiti i censimenti della popolazione, con l’eccezione del 1891 e del 1941, per il quale il censimento non è stato effettuato, sostituito dal 1936 (con il fascismo si era deciso di effettuare censimenti quinquennali), e dai quali è stato possibile estrarre i dati di base occorrenti per la stima dell’occupazione.

Le circoscrizioni provinciali sono quelle di volta in volta censite, escludendo raccordi tra un censimento e l’altro.
L’analisi è limitata ai tre principali settori dell’attività economica (agricoltura, industria e terziario complessivamente considerato), data la difficoltà di identificare (soprattutto nei primi anni della serie) classi di attività ben definite e di agevole allocazione.