Mortalità per causa

La “rilevazione delle cause di morte” viene effettuata correntemente dall’ISTAT attraverso l’utilizzo di modelli diversificati a seconda che la morte sia avvenuta nel primo anno di vita o oltre il primo anno. Su tali modelli vengono riportate le notizie relative al decesso fornite dal medico curante o necroscopo (Parte A della scheda di morte) e le informazioni di carattere demografico e sociale (Parte B della scheda di morte) a cura dell’ufficiale di Stato Civile.

Il medico certificatore è tenuto a compilare tutti i quesiti relativi alla causa di decesso presenti sulla scheda di morte ed in particolare deve riportare la “causa iniziale”, ossia la malattia che attraverso eventuali complicazioni o stati morbosi intermedi ha condotto al decesso, la “causa intermedia o complicazione”, che include l’eventuale successione morbosa della malattia indicata al primo quesito, la “causa finale”, per la quale si intende la malattia o lo stato morboso che ha direttamente provocato il decesso, e gli “altri stati morbosi rilevanti”, tra i quali si considerano le malattie e gli stati morbosi che hanno contribuito al decesso, non inclusi nel concatenamento identificato dal medico certificatore.

Nelle statistiche ufficiali si fa riferimento alla “causa iniziale” ovvero la malattia o evento traumatico che, attraverso eventuali complicazioni o stati morbosi intermedi, ha condotto al decesso. Tale causa viene individuata sulla base delle regole indicate nella Classificazione Internazionale delle Malattie, decima revisione (Icd-10).

Le tavole pubblicate (l'allegato di Excel contiene un foglio di lavoro per ogni anno) riportano i dati definitivi sulle cause di morte relative ai decessi avvenuti nelle province dell'Emilia-Romagna nel 2003 e dal 2006 in avanti, ovvero quelli per i quali l'Istat ha messo a disposizione le informazioni.

Da sottolineare che i dati che pubblichiamo partono dall'anno 2003 poiché è da quell'anno che la codifica delle cause di morte è effettuata in base alla decima revisione della Classificazione internazionale delle malattie (Icd-10). Il passaggio alla nuova classificazione ha introdotto una discontinuità nelle serie storiche di mortalità per causa, codificate per il 1980-2002 in accordo con la nona revisione (Icd-9).